Smart working: luoghi comuni da sfatare

Il passaggio allo smart working: luoghi comuni da sfatare

Nosco Team 26-05-2020
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È davvero così difficile cominciare a usare Smart Working?

I vantaggi derivanti dall’adozione di politiche di lavoro agile sono noti a tutti (ne parliamo nel dettaglio qui). Eppure le aziende italiane sono ancora molto indietro: secondo i dati Eurostat (2018), solo il 2% dei dipendenti italiani può usufruire dello Smart Working, contro una media europea dell’11,6%.

Per quali motivi gli imprenditori italiani non sfruttano lo Smart Working?
E quali di questi motivi corrispondono a impedimenti reali?

In questo articolo esaminiamo luoghi comuni e sfide reali legate allo Smart Working.

Senior man using vr goggles in studio

Un pregiudizio con radici profonde

La diffidenza delle aziende nostrane per il concetto di Smart Working ha radici storiche e culturali. Dopo la prima rivoluzione industriale, alla fine dell’Ottocento, il sistema produttivo italiano si è fortemente accentrato nelle fabbriche e, successivamente, negli uffici.

Si è così creata la convenzione che il luogo dove si lavora debba essere diverso dal luogo in cui si abita, e questa convenzione ha creato alcuni bias cognitivi.

“E se poi i miei dipendenti non lavorano?”

Uno dei pregiudizi più diffusi: attuare politiche di Smart Working porterebbe il dipendente a non stare a stretto contatto con il proprio superiore e, di conseguenza, a non lavorare allo stesso livello.

I dati raccolti dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano dimostrano l’esatto contrario. Lavorando per obiettivi e senza essere vincolati a un orario fisso, i dipendenti sono più responsabilizzati e coinvolti nel successo dell’azienda e, di conseguenza, più produttivi.

Si riscontra inoltre come l'efficacia dello Smart Working sia massimizzata quando viene accompagnata da un’evoluzione nella gestione delle risorse umane: ad esempio, condividendo con i dipendenti gli obiettivi dell’azienda e stabilendo premi e gratificazioni al raggiungimento di tali obiettivi.

“Il settore in cui lavoro non è adatto allo Smart Working”

Molti imprenditori rifiutano i vantaggi dello Smart Working perchè ritengono che sia una modalità poco adatta alla loro attività aziendale.
Non è così: con pochissime eccezioni, lo Smart Working può essere adottato in ogni settore e categoria professionale. Questo perché non esiste una sola tipologia di Smart Working a cui fare riferimento: per ogni azienda è necessario sviluppare l’approccio e gli strumenti più adeguati.

È inoltre sbagliato, in questo senso, tenere in considerazione il solo “lavoro da casa”: lo Smart Working mette manager e dipendenti in condizione di operare alla massima efficienza da altri uffici o da altre sede produttive. A tutti gli effetti, lo Smart Working rende la gestione delle risorse umane molto più ottimizzata e fluida, aprendo la strada alle più svariate modalità di lavoro.

“Non posso fermare la mia azienda per cambiare il modo in cui lavoriamo”

È forse questo il principale timore degli imprenditori: l’idea che implementare una nuova modalità di lavoro richieda molti mesi e che implichi la sospensione dell’attività aziendale.

In realtà, è un ostacolo che si supera facilmente scegliendo l’approccio e gli strumenti più adeguati. Le tecnologie per il lavoro agile non sono tutte uguali: è quindi fondamentale selezionare strumenti che permettano di impostare una modalità di Smart Working adeguata alle peculiarità dell’azienda e delle persone che ne fanno parte.

Nosco è realizzato per rispondere a questa necessità nel modo più efficace possibile.

Nosco e l’approccio agile: una soluzione efficiente per lo Smart Working di oggi

Nosco è una piattaforma modulare per lo Smart Working: viene implementato tramite una procedura che dura al massimo due mesi e che non interferisce con l’attività aziendale.

La procedura è strutturata in step iterativi che seguono la metodologia agile: questo ci permette di implementare l’uso della piattaforma in modo graduale, così da poter verificare progressivamente come adattare la piattaforma alle peculiarità del processo aziendale.

Durante la prima fase eseguiamo una dimostrazione di fattibilità della piattaforma e inseriamo nel processo aziendale una versione di Nosco con le funzionalità minime, per introdurre gradualmente i dipendenti all’uso degli strumenti.

In seguito completiamo l’attivazione delle altre funzionalità della piattaforma, in modo da poter collaudare l’intero processo. Il test viene eseguito con l’aiuto di alcune persone all’interno dell’azienda, che avranno il compito di individuare eventuali frizioni. La fase di test prosegue poi con l’eventuale coinvolgimento di figure esterne quali rivenditori, agenti e clienti.

Una volta che tutte le parti in causa padroneggiano le funzionalità della piattaforma, usiamo le informazioni acquisite per espandere gradualmente l’uso di Nosco a tutte le figure aziendali da coinvolgere. Anche in questa fase è possibile eseguire micro-raffinamenti, legati in particolare alla formazione delle persone coinvolte.

Il risultato finale è un’implementazione fluida, rapida e integrata, che non pesa sul normale svolgimento dell’attività aziendale.

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